Silenzio e potere: quando l’assenza comunica più della presenza
C’è una forma di comunicazione silenziosa che non smette mai di ferire: l’interruzione improvvisa di una relazione, senza spiegazioni, senza confronto. La chiamano ghosting. Un termine che ha ormai superato i confini delle app di dating per insinuarsi in ogni relazione: affettiva, familiare, professionale.
Viviamo il ghosting nei rapporti stretti, ma anche nelle interazioni professionali. In generale, forse anche a causa di una sorta di protezione spontanea dall’information overload di quest tempi, assistiamo a un progressivo deteriorarsi della qualità delle relazioni.
Ad esempio, è diventato un comportamento normale non rispondere a un’email, anche quando dall’altra parte ci sia un atteggiamento cortese ed educato; è all’ordine del giorno far finta di nulla di fonte a un messaggio whatsapp o a una chiamata telefonica. Non si tratta solo di non rispondere perché, magari, si sta facendo altro. Spesso, dietro un semplice diniego c’è un atteggiamento irresponsabile di mancanza di rispetto, un sentimento di volontà di rimozione da una scocciatura, senza troppo curari del delicato equilibrio dell’empatia e del rispetto dell’altro.
Ma cosa è davvero il ghosting e come si manifesta?
Nel 2024 il vocabolario Treccani ha ufficialmente accolto il termine fra i neologismi italiani. Il significato è preciso: “interrompere all’improvviso e senza dare spiegazioni ogni tipo di relazione con una persona, rendendosi irrintracciabili”. È l’arte brutale del rendersi invisibili. È il silenzio che non cura, ma punisce.
Come dimostrano gli studi dello psicologo Kipling Williams, il trattamento del silenzio è una vera e propria manovra psicologica: un modo per esercitare controllo, dominanza, distanza. Non è una semplice mancanza di parole. È un’azione deliberata. E il nostro cervello la percepisce come dolore fisico: lo dicono le scansioni cerebrali, lo confermano le storie di chi lo ha subito.
Sparire, ignorare, lasciare l’altro nel vuoto. Può sembrare un modo semplice per evitare il conflitto, ma in realtà è una forma di abuso emotivo. In certi casi, è la scelta di chi non ha strumenti per affrontare il disagio. In altri, una vera e propria strategia manipolatoria. Nella coppia, nei rapporti tra genitori e figli, ma anche nei contesti professionali: nelle dinamiche tossiche dei team, nei silenzi imposti come ritorsione o mobbing.
Ghosting professionale: quando anche al lavoro si diventa fantasmi
Pensiamo a quante volte in azienda il silenzio diventa lo strumento di chi esercita potere: un manager che non dà feedback, un collega che evita sistematicamente il confronto, un HR che non risponde mai dopo un colloquio. Sono forme di ghosting organizzativo.
Sempre all’interno del contesto professionale: un cliente che non dà mai un feedback e che non si cura della snervante attesa del suo interlocutore.
Il silenzio, ogni volta che si manifesta, può diventare una non-scelta dannosa: per il clima aziendale, per la motivazione, per la crescita del talento. Laddove non c’è parola, non c’è relazione. E senza relazione, nessuna cultura può crescere davvero.
Come possiamo difenderci dal ghosting?
Ci sono diversi livelli di “difesa” dal ghosting.
1 – Conoscere il fenomeno, saperlo definire e circoscrivere fino a potere gestire le possibili cause del comportamento di chi esercita il ghosting;
2 – Riportare il ghosting a una serie di eventi al di fuori del rapporto con se stessi ed evitare di far coincidere i comportamenti degli altri con un senso di autovalutazione o, peggio, di colpa.
3 – Approfittare del silenzio per riflettere in senso costruttivo e rigenerante, e per indirizzare le proprie energie verso qualcosa di maggiormente appagante e positivo.
Il silenzio come segnale da decifrare
Ma attenzione: non ogni silenzio è ghosting. A volte è un momento necessario, una pausa consapevole per elaborare, riflettere, recuperare. L’importante è che sia dichiarato, condiviso, accordato. Come suggerisce Williams: “Se ti senti sopraffatto, chiedi una pausa. Dai un orario preciso. Non lasciare l’altro nel limbo”.
In conclusione
Il silenzio, se imposto e usato come arma, diventa un fantasma che infesta le relazioni.
Imparare a riconoscerlo, gestirlo, trasformarlo, è una delle sfide più importanti del nostro tempo.
Libri consigliati
1. Superare il Ghosting
Francesca Saccà
Un manuale pratico che affronta l’abbandono improvviso e inspiegabile, fornendo strumenti per gestire le conseguenze psicologiche del ghosting. Include esercizi di scrittura e meditazione per ritrovare il benessere emotivo.
2. Il Silenzio Spezzato: Affrontare il Ghosting e Riprendersi la Propria Vita
Jolanda Lori
Questo libro offre una guida per comprendere e superare il dolore causato dal ghosting, aiutando il lettore a ricostruire la propria autostima e a ritrovare la serenità.
3. The Silence Treatment
Abbie Greaves
Un romanzo che esplora l’effetto devastante dell’assenza di dialogo in una relazione di lunga data, evidenziando come il silenzio possa diventare una forma di abuso emotivo.
4. Ghosts
Dolly Alderton
Attraverso una narrazione contemporanea, il libro affronta le sfide delle relazioni nell’era digitale, toccando temi come il ghosting e l’instabilità emotiva.
5. Who’s Pulling Your Strings?
Harriet Braiker
Un testo che analizza le dinamiche delle relazioni manipolative, offrendo strumenti per riconoscere e affrontare l’abuso emotivo, incluso il trattamento del silenzio.
6. E nel nulla svanisco™ – Volume Primo
Papirofficial
Una guida per superare relazioni tossiche e la dipendenza affettiva, fornendo metodi per affrontare il ghosting e ritrovare l’equilibrio emotivo.




